Chicche sotto l’albero di Natale. Da Merano il cesto gourmet

Cesto Natale con bottilgie

Caviale, tartufo, aceto balsamico da 400,00 euro la bottiglia e vino prefillossera. Prelibatezze del Merano Wine Festival sotto l’albero di Natale 

C’è solo l’imbarazzo della scelta. Per comporre un bel cesto natalizio basta sfogliare gli appunti della rassegna  gourmet di Merano, ed è fatta. Non sarà proprio un cadeau economico, ma poco importa, il Natale arriva solo una volta all’anno e vale la pena essere originali.

Dopo un quarto di secolo e 12 mesi per la kermesse sudtirolese ideata da Helmut Kosher: il  Merano Wine Festival, la crescita è parsa  inarrestabile, in termini di proposte e affluenza. Una manifestazione frequentata da addetti ai lavori e pubblico selezionato e fortemente motivato – visto il costo del biglietto, tutt’altro che economico,  scoraggiante per chi vuole solo curiosare: 130,00€ per un ticket first class nelle giornate di punta.  Somma ben spesa considerata la presenza di ben 450 aziende vinicole, circa 200 artigiani del gusto e 15 chef. È stata la manifestazione ideale per prendere appunti e fare “scouting” di prodotti accuratamente prescelti. Ecco una bella selezione di prelibatezze per un cesto natalizio gourmet, tra nomi noti e piacevoli scoperte.

Pommery Champagne brut nature Cuvée Louise 2004

Bottiglie di Champagne Pommery - Cuvée Louise 1995
Pommery – Cuvée Louise 1995
Champagne Piommery 20004
Pommery Louise Brut Nature 2004

Chardonnay 65%, Pinot Noir 35%. Un capolavoro di eleganza della maison che per prima propose la versione brut nella storia dello Champagne. Accadde nel 1874 per volontà di  Madame Louise Pommery, per andare in contro alle esigenze di consumo della clientela inglese, che non usava bere le versioni dolciastre che imperversavano all’epoca. Da allora ad oggi Pommery continua a stupire. La Cuvée Louise 2004 brut nature è il prodotto di punta della maison, si fa solo nelle migliori annate e riposa minimo 10 anni sui lieviti. Perlage da manuale,  tavolozza di aromi dalla brioche alla frutta secca e miele. Setoso e suadente al palato con una bella freschezza. Chapeau!

Abbiniamoci le solite ostriche, anche se tecnicamente non sarebbe corretto. Poco importa, largo alla tradizione.

Baglio del Cristo di Campobello Grillo Lalùci 2016

Bottilgie VIno siciliano azienda Baglio del Cristo di Campobello
Baglio del Cristo di Campobello Grillo Lalùci

L’azienda siciliana dell’agrigentino, a Campobello di Licata, si fa notare anche in questa kermesse, non sfugge al Wine Hunter ed entra a pieno titolo nella sezione New Entries, con un vino schietto, vigoroso e ammaliante. Grillo in purezza, brioso, agrumato e salmastro. Sorso invitante e fresco. Anima mediterranea e verace, come quella della famiglia Bonetta, titolare della tenuta di 30 ettari, che si contraddistingue per le caratteristiche del suolo: una zolla gessosa prodiga di mineralità. Come il Lalùci, tutti gli altri vini della curata produzione, autoctoni e internazionali, sono accomunati dall’eleganza organolettica e dal raffinato habillage – con alcune etichette che riproducono pizzi pregiati tipici della tradizione siciliana. Sorsi che emozionano.

Linguine all’astice e risotto agli scampi degno abbinamento.

 

Ledda Azzèsu Vermentino di Sardegna Doc 2015

 

Ledda Azzèsu Vermentino di Sardegna Doc 2015

730 m.s.l.m., vigneto sperimentale sul Monte Pelau, Sardegna nord-occidentale, esattamente a Meilogu. Un esempio unico nell’isola. La ricca tessitura del suolo lavico e la mineralità, questa volta il termine non ammette obiezioni, donano al vino un fascino incredibile e difficilmente altrove riscontrabile. Vinificazione in acciaio, affinamento di quasi 1 anno in bottiglia. Vino scalpitante, colore giallo paglierino con riflessi dorati. Eleganza floreale con netti sentori iodati, al naso e in bocca. Freschezza spiccata al palato e sapidità evidente. Persistenza infinita.

Beviamolo con degli scamponi alla griglia.

Zappacosta SudEst Pecorino Igt

 

2 bottiglie di vino abruzzese azienda Zappacosta
Zappacosta SudEst Pecorino Igt

Vasca e bottiglia numerate, rispettivamente numeri 4 e 376. Vino sartoriale e agreste dalle colline teatine che parlano di un  Abruzzo autentico, terra di provenienza di Adamo e Matteo Zappacosta, padre e figlio. Persone semplici e operose che credono caparbiamente nel proprio lavoro. Ci  propongono un Pecorino ricco, strutturato, con sentori agrumati e di frutta a polpa bianca croccante incorniciati da una scia floreale di ginestra e macchia mediterranea. In bocca è suntuoso e sapido.  Ha una bella persistenza, con chiusura amaricante. Ottimo in abbinamento con pietanze abbastanza strutturate: formaggi stagionati, pollame, pasta all’uovo con funghi e tartufo.

Elvio Cogno Pre-Phylloxera 2015 Barbera d’Alba Doc

 

1 bottiglia di Barolo prefillossera vino piemontese
Elvio Cogno Pre-Phylloxera 2015 Barbera d’Alba Doc
Retroetichetta Barolo Prefillossera
Elvio Cogno Pre-Phylloxera 2015 Barbera d’Alba Doc

Un quarto di ettaro di viti prefillossera  impiantate a una altitudine di 500 m.sl.m., a Cuneo nel  Comune di Novello. Un patrimonio sopravissuto alla “peste” che devastò l’80% del vigneto europeo a fine ‘800. Il Dna intatto della Barbera di una volta ci arriva tutto in un sorso emozionante, lineare e nel contempo ricco. Vinificazione in acciaio, 1 anno in botte grande di rovere di Slavonia e 6 mesi di bottiglia. Frutti di bosco, fiori selvatici e un  tocco speziato. Vino armonioso, equilibrato, fresco, dal sorso gradevolmente astringente, minerale e sapido.

Da bere con una bella tartare.

Il Borro Petruna  Anfora 2015 Valdarno di Sopra Doc

 

Bottiglie di vinoPetruna fatto in anfora regione Toscana. Azienda Il Borro
Il Borro Petruna Anfora 2015 Valdarno di Sopra Doc

Sangiovese in purezza vinificato in anfore di terracotta dove durante la fermentazione si effettuano circa 6 follature manuali quotidianamente, fino alla completa trasformazione degli zuccheri in alcol. Al termine della fermentazione alcolica le anfore vengono colmate con vino della stessa tipologia e chiuse con un coperchio in acciaio. Il vino al loro interno riposa a contatto con le bucce per minimo 12 mesi. Ne risulta un vino dalla tessitura delicata, ma di carattere, come i toscani di classe qual è. Rosso rubino e fruttato di prugna matura, bella acidità e tannini docili. Armonia ed eleganza.

Minestra di legumi e crostini come abbinamento.

Monteverro Tinata 2009

 

Monteverro Tinata 2009

Dalla luxury winery di Capalbio assagiamo la quintessenza dell’equilibrio. Ottenuto da uve Syrah 70% e Grenache 30% provenienti da un cru ricco di biodiversità. È un vino ammaliante e complesso. Note di marasca  e macchia mediterranea, tocco speziato. In bocca è fruttato di mirtillo, levigato e potente.  Tecnicamente la fermentazione avviene sia in inox che in barrique; follatura manuale. L’affinamento prevede che il 70% della massa sosti per 16 mesi in barrique di rovere francese  (40 % di legno nuovo), il restante 30% riposa in  vasca di cemento ovoidale.  Eleganza  e fascino sorso dopo sorso.

Ci stanno bene le pappardelle al sugo di cinghiale.

Le Guaite di Noemi Valpolicella Ripasso Doc 2008

Bottiglia di Valpolicella di Ripasso. Azienda Le Guaite di Noemi. Ve
Le Guaite di Noemi Valpolicella Ripasso Doc 2008

Un vino doppiamente apprezzabile. In primis per la sua qualità intrinseca, per la tipicità e per la piacevolezza di beva, poi perch’è il frutto del lavoro di una giovane produttrice veneta. Giovanissima (nata nel 1994), capace, bella e garbata: Noemi Pizzighella. Ha ricevuto in dote l’azienda di famiglia e ha capito che sarebbe stato l’unico lavoro possibile per lei e da svolgere a tempo pieno. Sul sito della sua azienda ha voluto riportare in bella evidenza una sua frase, che racchiude il senso dell’approccio produttivo: “Non è questione di moda, di denaro o doveri… È solo questione di Amore…”. E la dedizione si riflette in ogni sorso del Valpolicella Ripasso. In prevalenza ottenuto da Corvina, Corvinone e  Rondinella appassite per circa 30 giorni a cui segue un  ripasso sulle vinacce residue dell’Amarone. Poi affinamento in barrique di secondo passaggio, sosta breve in acciaio e 2 anni di bottiglia. Bel colore rosso rubino compatto, con riflessi granati; al naso note di prugna e ciliegia mature, leggero tocco speziato e di liquirizia. Opulento  e vellutato in bocca. Una visita a Le Guaite di Noemi è vivamente consigliata. Sta a Mezzane di Sotto, circa 15 chilometri da Verona. Un viaggio che vale pena, per conoscere di persona Noemi, per capire il bell’esempio che rappresenta e per assaggiare i suoi pregevoli vini.
Da sorseggiare insieme a un bel tagliere di formaggi e salumi locali.

Damilano Cerequio 2013 Barolo Docg

Bottiglie di Barolo azienda piementose Damilano
Damilano Cerequio 2013 Barolo Docg

In realtà volevo solo riassaggiare il Cannubi, per cui nutro una passione smisurata, tuttavia a mio avviso l’annata 2013, pur sempre elegante, è meno dirompente delle precedenti assaggiate.  Dirotto sul Cerequio e arriva un altro colpo di fulmine. È l’espressione equilibrata di un vigneto collinare esteso su 22 ettari e protetto dai venti freddi piemontesi provenienti da nord, dall’alta collina de La Morra. Vino di carattere, rosso granato con bellissime note di  rosa appassita e viola,  funghi e accenni di goudron. È ancora giovane, la promessa di riassaggiarlo tra qualche anno va mantenuta.
Accompagna ottimamente la succulenza di un bel filetto al sangue.

Giuseppe Giusti “Giusti Riserva 100” Aceto Balsamico

Aceto balsamico centanario azienda Giuseppe Giusti di Modena
“Giusti Riserva 100” Aceto Balsamico

Tradizione modenese vera, datata 1605 e arrivata fino a nostri giorni grazie alla dedizione di 17 generazioni di maestri acetieri (si dice così).  L’azienda è in possesso della più grande collezione al mondo di botti plurisecolari, che hanno segnato lo sbalorditivo profilo sensoriale della linea “Giusti Riserva 100”, da mosto cotto di Trebbiano e Lambrusco. Etichetta frontale  incisa in oro 24 carati, mentre quella posteriore è realizzata con l’antica tecnica di stampa a caratteri mobili, utilizzando un carattere modenese in piombo dell’Ottocento. È il frutto  del passaggio in tante botti lungo il trascorrere dei secoli: gelso, la cui porosità facilita la concentrazione dell’aceto,  ginepro, castagno, ciliegio, acacia; alla fine un  passaggio nel legno di rovere, per acquisire la perfetta densità. Ampio spettro di profumi e sapori, note di ciliegia, cacao, cuoio, miele, vaniglia, liquirizia, solo per citarne i principali. Ogni goccia è un lusso. Bottiglietta da 100 ml acquistabile a non meno di 400,00€, tutti ben spesi.

La bottega di Adò Lardo di Colonnata Igp

 

Pezzo di lardo di Colonnata sopra una conca di marmo
“La bottega di Adò” Lardo di Colonnata Igp
Confezione di lardo della Bottega di Adò
Confezione “La bottega di Adò”

Dal laboratorio di Montignoso nel cuore delle Apuane  arriva un’espressione genuina della norcineria tradizionale: il Lardo di Colonnata. Tagliato in sottili fette sprigiona tutto il suo aroma  delicato ed è irresistibile la tentazione di  mangiarsi una fetta, senza abbinarla ad alcunché.  La procedura per ottenerlo è la seguente: lo strato grasso della schiena del maiale si ripulisce dalla parte più grassa, si taglia a fette che vengono depositate in vasche scavate in un blocco di marmo [conca]. Le conche sono vigorosamente strofinate con aglio e aromi, si adagia il primo pezzo di lardo sul fondo, su uno strato di sale marino naturale in grani, pepe nero macinato, aglio fresco sbucciato, rosmarino e salvia spezzettati. Si riempie  a strati, alternando sempre il lardo al sale ed agli aromi, si chiude con una lastra di marmo e vi resta per almeno sei mesi.  Al termine, il lardo asciugato dal sale, risulta profumato ed insaporito dagli aromi.  Il marmo proviene rigorosamente dalle cave di Colonnata poiché ha delle caratteristiche particolari di traspirazione e impermeabilità, e soprattutto è ricco di carbonato di calcio.

Loison Linea Top Panettone alla camomilla

 

Fette di panettone Loison
Loison Panettone

Pasticceri  nel vicentino dal 1938. Un nome, una garanzia di piacevolezza e originalità. Dal panettone alle rose a quello classico, c’è l’imbarazzo della scelta. Il panettone alla camomilla ha tra gli ingredienti sale marino integrale di Cervia, polline naturale in polvere, vaniglia naturale Mananara del Madagascar e fiori di camomilla. Sembra di addentare una tisana, la sinestesia è voluta, perché l’impressione è propria quella di mangiare qualcosa che siamo abituati a bere. Un’altra chicca è il panettone alle rose, con tanto di petali integri e profumati. Delicato piacere.

Curiosi di sapere cosa ci riserverà l’edizione 2018 del Merano Wine Festival. Prosit!

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